giovedì
28
maggio
Presentazione romanzo di Fernando Campigli : Il tronco di ferro
Presentazione del romanzo "il tronco di ferro" di Fernando Campigli, nella Sala Badaloni a Villa Fabbricotti, il 28 maggio alle ore 18, un viaggio tra memoria, panico e rinascita.
Una donna in cerca di una casa autentica, una bicicletta rossa simbolo di libertà, il peso della memoria familiare e il misterioso intreccio tra destino e sincronicità: sono questi gli elementi al centro del nuovo romanzo di Fernando Campigli, autore toscano che torna alla narrativa
con una storia intensa e profondamente umana. La protagonista, Judit, a quarantacinque anni, si rende conto di non aver mai trovato un luogo che potesse davvero chiamare “casa”. Dopo una vita trascorsa ad adattarsi alle personalità e alle esistenze altrui, sente il bisogno urgente di ricominciare, immaginando una nuova città e una nuova libertà incarnata da una bicicletta rossa sulla quale sogna di tornare a pedalare.
Il percorso verso la rinascita è però ostacolato da un nemico invisibile: un male oscuro fatto di attacchi di panico, vertigini e improvvise fratture con la realtà. La svolta arriva durante una visita all’antico ospedale di Pistoia, dove Judit affronta una prova estrema davanti agli affreschi restaurati della facciata e ai misteriosi bacini ceramici che sembrano evocare ricordi, luoghi e presenze del passato. Tra le figure che riaffiorano emerge soprattutto quella di uno zio mai conosciuto, ma capace di influenzare silenziosamente il destino della protagonista e della sua famiglia. Dopo la morte della madre, il ritorno in Ungheria, terra lasciata da giovane per studiare in Toscana, apre la strada a una possibile riconciliazione
con se stessa e con la propria storia.
con una storia intensa e profondamente umana. La protagonista, Judit, a quarantacinque anni, si rende conto di non aver mai trovato un luogo che potesse davvero chiamare “casa”. Dopo una vita trascorsa ad adattarsi alle personalità e alle esistenze altrui, sente il bisogno urgente di ricominciare, immaginando una nuova città e una nuova libertà incarnata da una bicicletta rossa sulla quale sogna di tornare a pedalare.
Il percorso verso la rinascita è però ostacolato da un nemico invisibile: un male oscuro fatto di attacchi di panico, vertigini e improvvise fratture con la realtà. La svolta arriva durante una visita all’antico ospedale di Pistoia, dove Judit affronta una prova estrema davanti agli affreschi restaurati della facciata e ai misteriosi bacini ceramici che sembrano evocare ricordi, luoghi e presenze del passato. Tra le figure che riaffiorano emerge soprattutto quella di uno zio mai conosciuto, ma capace di influenzare silenziosamente il destino della protagonista e della sua famiglia. Dopo la morte della madre, il ritorno in Ungheria, terra lasciata da giovane per studiare in Toscana, apre la strada a una possibile riconciliazione
con se stessa e con la propria storia.
Il romanzo intreccia dimensione psicologica, memoria familiare e grande Storia, mostrando come gli eventi collettivi si riflettano nelle vicende intime delle persone. Centrale anche il tema della “sincronicità” teorizzata da Carl Gustav Jung: quelle coincidenze solo apparentemente casuali che possono rivelare connessioni profonde e decisive per il compimento delle nostre vite.
Con una scrittura intensa e visionaria, Fernando Campigli costruisce un racconto di trasformazione interiore, dove il dolore convive con la speranza e dove la ricerca di sé passa attraverso la memoria, l’arte e l’incontro con gli altri. L’autore Fernando Campigli vive a Montale, nei pressi di Pistoia, e insegna clarinetto in una scuola a indirizzo musicale di Prato. Musicista e appassionato di letteratura, dopo un’intensa attività
concertistica interrotta da una distonia focale che ha compromesso l’uso di due dita della mano sinistra, si è dedicato alla scrittura poetica e narrativa. Ha collaborato con le riviste “Risveglio Musicale” e “Bequadro News” e con la casa editrice Eurarte, pubblicando il saggio Il linguaggio dei suoni.