Charles Bukowski fa i conti con la propria identità di scrittore e di vecchio ragazzo. Guarda al presente e al rischio mortale di essere "finito" come tutti gli altri e già sente le voci sulla propria morte. Insieme guarda al passato, da dove riaffiorano ricordi di vita, incontri, luoghi e persone.
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Sente che la sua vita scorre inesorabilmente come i fiumi dell'inferno ma pensa di non aver scritto ancora abbastanza poesie per potersene andare. Non rinuncia a guardare con curiosità la realtà che lo circonda, i nuovi homeless, i nuovi giovani, gli stereotipi di sempre.