In questo romanzo, che accoglie anche riflessioni e inserti saggistici sulla natura del destino, della conoscenza, del maschile e del femminile, l'argonauta Laerte e la strega Medea rappresentano i caratteri umani primitivi, mentre Ulisse e Achille sono gli eroi della storia. Penelope, Calipso, Elena, Circe e tutte le altre donne sono l'incarnazione della natura e dei suoi abissi simbolici.
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Proseguendo sulla linea della grande letteratura, l'autore ha indagato il mito fondamentale della cultura occidentale, mettendosi in ascolto di Ermes, "il dio dei tempi futuri, precisamente i nostri".
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