La grazia di Dovlatov - ha scritto un critico - è quella di combinare due generi tra loro contrari, unire l'epico al comico, col risultato di costruire una specie di epica dell'assurdità, in cui l'assurdo più che inquietudine dà gioia e conforto, e funziona a volte come una terapia.
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"Noialtri" sono le quattro generazioni di famiglia, ebrei russi da Vladivostok a New York, passando per il Caucaso a Leningrado, e correndo nel tempo dagli zar all'esilio dall'Unione Sovietica. Ciascuno dei quali è un piccolo eroe dell'irregolarità, dell'irripetibile autenticità e identità della vita, che l'autore indossa e muove come maschere mutevoli della libertà.