Bisogna immaginare una megalopoli tentacolare, ultramoderna, senza aria. Una città industrializzata, quintessenza della tecnologia, uguale a tante altre. Ma dove siamo? Impossibile dirlo.
[...]
L'accidente misterioso che ha fatto atterrare l'aereo di Budai, linguista di fama mondiale, in questa città non si può raccontare perché mancano le parole: i segni che gli abitanti del luogo usano per scrivere e i suoni che articolano sono inintelligibili. Budai parla una trentina di lingue, possiede i rudimenti di molte altre, ma qui non riesce a capire una sola parola. Si dibatte in un labirinto, passa in rassegna le più disparate ipotesi e si ritrova, come un moderno Robinson Crusoe, completamente solo in una città che vive di un ritmo contrario.