Parlando di lui Zavattini parlava anzitutto di se stesso. Strand, uno dei più apprezzati fotografi del Novecento, il primo, appunto, con cui elaborò un libro (1955) intessuto di didascalie e immagini che reciprocamente si commentavano, aveva in comune con lo scrittore uno schietto e profondo senso democratico. Prefazione di Silvana Cirillo; postfazione di Claudio Crescentini.