Alla fine del Seicento, le sperdute contrade immerse nei boschi e nelle valli dell'Appennino tra l'Emilia e la Toscana, lontane da tutto e da tutti, sono il palcoscenico ideale della ferocia sanguinaria di bande dedite al brigantaggio, che accumulano ricchezze spargendo il terrore nella zona.
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Molto tempo più tardi, all'inizio del Novecento, il destino di Romualdo Pezzulli, contadino analfabeta, e della sua famiglia è stravolto dal ritrovamento di un tesoro sepolto nel suo podere dai briganti braccati. La vita dei Pezzulli muta radicalmente, e almeno in un primo momento questa inaspettata ricchezza sembra rassomigliare alla felicità. Il romanzo di Cremonini è un giallo che si snoda lungo oltre due secoli, in un gioco avvincente di incastri temporali, accompagnando il lettore alla scoperta di personaggi e luoghi suggestivi e inesplorati che l'autore è in grado di restituire con sapienza storica e linguistica, a testimonianza del grande amore che lo lega a quelle montagne, a quelle genti e alle mille storie che custodiscono.