Se, come sostiene Novalis, l'inizio della filosofia è un bacio, allora è possibile che l'estetica cominci dallo sguardo che chiama intensamente quel bacio richiamando l'essere al suo essere amante.
[...] Come a dire che il destino dell'uomo è nel suo dispiegarsi amabilmente nell'altro, in una estetica dell'esistenza che è indefinita costruzione inventiva di sé nelle possibilità che l'altro ci offre, in ogni ulteriorità che apre l'incontro con l'altro.
Quest'opera si inoltra nei sentieri che intrecciano estetica ed esistenza, rintracciando le orme di Deleuze, Derrida, Foucault, Weil e proseguendo verso quell'oltre che continua a interrogare - in temi attuali di vita, nella progettazione della persona, nella ricerca di nuovi approdi di conoscenza - straordinariamente l'uomo sul nodo complesso che lega l'estetica all'esistenza rendendo l'una ora declinazione ed ermeneutica, ora apertura e attraversamento, ora ricchezza e identità, ora forma e possibilità, ora suggestione e ripensamento, ora destino dell'altra.