Ha ancora senso parlare oggi di cittadinanza come dimensione fondamentale della persona? Oppure tra individualismo e istituzioni si va scavando un solco sempre più profondo, senza alcuna possibilità di mediazione? Gli Autori del libro affrontano coraggiosamente queste domande inquietanti, che toccano il futuro della nostra convivenza.
[...]
Riannodando un dialogo interrotto tra vecchi e nuovi diritti, il loro intento è ricordare all'individuo la sua vocazione originaria di cittadino, invitandolo a ritrovare quelle forme positive di socialità, che trasformano l'imperativo del bene comune in una rete di protezione dei soggetti più deboli e indifesi; solo così è possibile riscattare l'umiliazione della cittadinanza, che si consuma nel vasto arcipelago di minoranze discriminate, al di fuori della cittadella inaccessibile dei garantiti.