Prigioniero di se stesso e del suo 'ronzio', prima ancora che delle mura di un carcere, Keber racconta della feroce rivolta nel penitenziario della Livada.
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In una memorabile sequenza di episodi la narrazione passa in rassegna l'esplosione di rabbia dei detenuti, il sapore acre dell'anarchia, l'altalena di cruda violenza e gioia infantile, quando tutte le regole sono improvvisamente sospese, per concludersi con il terribile ritorno di un ordine spietato e crudele. Ma costantemente i ricordi di Keber scivolano dalla realtà alla fantasia, si inoltrano nelle lande di amori al tempo stesso candidi e sensuali, sovrappongono agli eventi vissuti le gesta antiche della grande storia. È così che la rivolta in un carcere jugoslavo si confonde con la guerra giudaica narrata da Flavio Giuseppe, e la Livada diviene una nuova Masada, la fortezza da cui partì l'insurrezione degli ebrei contro il potente esercito di Roma. Allegoria di ogni rivolta dell'esistenza contro l'oppressione della realtà, 'Il ronzio' è un libro che si interroga sulla condizione dell'uomo, nel solco della più alta tradizione del Novecento. Corredano il volume alcune fotografie di Klavdij Sluban.