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Sistema documentario territoriale Livornese.

Lapide commemorativa : Associazione nazionale progressista

A ricordo la cittadinanza pose 1877

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A ricordo la cittadinanza pose
Oggetto
Descrizione *Lapide commemorativa : Associazione nazionale progressista
Anno pubblicazione 1877
Note tecniche Marmo bianco, inciso, piombato.
Stato di conservazione Discreto
Note sulla datazione Sec. 19 (1877)
Indicazioni sull'oggetto Lapide di forma rettangolare con cornice lineare lettere incise e piombate.
Iscrizioni Incisa, in lettere capitali piombate: L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PROGRESSISTA / DELIBERAVA FOSSERO QUI RICORDATI I PRODI LIVORNESI / CHE NEL 30 GIUGNO 1857 MENTRE CARLO PISACANE IMMOLAVASI A SAPRI / ISPIRATI AL CONCETTO DELLA UNITA' DELLA PATRIA PROCLAMATO DA GIUSEPPE MAZZINI / MORIVANO MARTIRI DELLA LIBERTA' NELLA PUGNA DISPERATA / CONTRO IL DOMINIO AUSTRIACO LORENESE / FURONO / GIUROVICH MARINO - VEZZOSI ANGIOLO - VEZZOSI FORTUNATO - GARAVETTI COSTANTINO / BALDI RAFFAELLO - ROSELLINI GIOVANNI - BONI FORTUNATO - GALEANI GASPERO / GARABINI LUIGI - ANGIOLI ANDREA - MORELLI FRANCESCO - BARGELLI GIUSEPPE / RAMBALDI VINCENZO - BIONDI N - GRASSI CESARE - GIANNETTI LUIGI / GIUGNO 1877
Localizzazioni Livorno, Via de Larderel, n. 91
Note di compilazione Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie.
Note sull'orgine Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica.
Notizie storico-critiche Verso la metà del 1856, come in altre città del Granducato di Toscana e di altri
stati preunitari italiani, si formò a Livorno una società segreta, filiazione della
setta democratica italiana stabilita in Genova e diretta da Giuseppe Mazzini.
Lo scopo era quello di rovesciare i diversi governi e di riunire l’Italia in una
sola Repubblica. A Livorno i congiurati, di varia estrazione sociale (scalpellini,
fabbri, sensali ecc.) si riunivano nella Cantina del Buffet Chiarotti in piazza del
Voltone. In attesa di fucili e munizioni, spediti da Genova ma sequestrati dalla
Polizia a Pisa, il 30 giugno 1857 i congiurati armati di coltelli e di stiletti, divisi
in tre gruppi percorsero la città eccitando il popolo alla riscossa, assalendo
gendarmi e disarmando militari. Fu assaltata anche la stazione militare della
Gran Guardia in piazza d’Arme. Alla fine la sollevazione fu repressa; rimasero
feriti e uccisi popolani e gendarmi. Sette insorti furono fucilati davanti al portone
di via de Larderel 91. Il processo vide la condanna di circa 300 persone
con pene tra sei mesi e tre anni.
Cfr. Francesco Ferrero, L’Indipendenza e l’Unità d’Italia, in “Rivista di Livorno”,
a. 10, n. 1-2, gen.-apr. 1960, pp. 30-76).

L’Associazione Nazionale Progressista, di spirito laico, socialista e liberale, si
colloca nel contesto politico della seconda metà dell’Ottocento.