Biblioteche, Comune Livorno, Livorno, catalogo, Sebina, biblioteche, catalogo biblioteca, ebook, digitale, prestito, libri, cd, dvd, prestito, consultazione, leggere, opac, sebinayou, museo fattori, fattori, museo, spazio virtuale, mostre, mostre virtuali.

Sistema documentario territoriale Livornese.

Lapide commemorativa : LIPS italiana

A ricordo la cittadinanza pose 1998

  • Scheda
  • Oggetti digitali
  • Commenti
A ricordo la cittadinanza pose
Oggetto
Descrizione *Lapide commemorativa : LIPS italiana
Anno pubblicazione 1998
Note tecniche Marmo bianco, inciso, colorato.
Stato di conservazione Buono
Note sulla datazione Sec. 20 (1998)
Indicazioni sull'oggetto Lapide di forma rettangolare con cornice lineare, lettere incise e dipinte.
Iscrizioni Lettere capitali incise, dipinte: RESTAURO A CURA / LIPS ITALIANA / 1998

Localizzazioni Livorno, Via del Molo Mediceo (dopo il ponte girevole)
Note di compilazione Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie.
Note sull'orgine Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica.
Notizie storico-critiche La Lips era un'industria che produceva eliche marine nell’area del Molo Mediceo. Nei primi anni del nuovo millennio diverse industrie livornesi iniziarono a vacillare sotto il peso di una crisi che si fece via via sempre più incalzante, raggiungendo il suo culmine nel 2009.
Nel 2004 l'intesa fu raggiunta anche per la vertenza Lips a Livorno con la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e il mantenimento dell’attività produttiva. Venne siglato l’accordo tra Fincantieri-Wartsila, Lips e il gruppo Azimut Benetti che rilevò lo stabilimento. Intesa raggiunta anche tra la nuova proprietà e i sindacati di categoria e le rappresentanze di fabbrica. I trenta dipendenti rimasti furono assorbiti da Azimut mantenendo le stesse condizioni economiche e normative.
Negli anni Novanta l'azienda restaurò un torrino, l’ultimo rimasto delle antiche mura. A questo proposito, si ricorda che storicamente lo sviluppo del porto comportò un ampliamento delle strutture a partire dal Cinquecento, sotto la spinta del granduca Ferdinando I de’ Medici, che decretò la realizzazione dell’attuale Darsena Vecchia. Poi, con Cosimo II, all’inizio del Seicento, il porto fu dotato di un vasto bacino aperto verso nord, ai cui lavori presero parte Claudio Cogorano, Antonio Cantagallina e Robert Dudley.
Lo scalo fu costruito con la fondazione in mare di due grandi moli: il Braccio Ferdinando, attuale Andana degli Anelli, e il Braccio Cosimo, che si spingeva in mare verso il Fanale. L’intero scalo fu circondato da possenti bastioni, direttamente collegati alle fortificazioni della città poste lungo il Fosso Reale.