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| A ricordo la cittadinanza pose | |
| Oggetto | |
| Descrizione | *Lapide commemorativa : cassieri di Livorno |
| Anno pubblicazione | 1703 |
| Note tecniche | Marmo bianco, inciso. |
| Stato di conservazione | Cattivo, lapide spezzata in più punti, caduta di parte delle lettere, lacune. |
| Note sulla datazione | Sec. 18 (1703) |
| Indicazioni sull'oggetto | Lapide di forma sagomata posizionata all'interno di un grande cartiglio formato da volute e foglie d'acanto, lettere incise . |
| Iscrizioni | Lettere capitali, incise, piombate: SACELLVM / DEIPARAE VISITATIONI ET S. MICAELI ARCHANGELO / DEDICATVM / ABIT IN MONTANA REBELLES FVLMINAT / DILECTIONE HVMILITATE GLORIA, ZELO ET JVSTITIA / ET GAUDIO / I CASSIERI DI LIVORNO ANNO 1703 Traduzione: Cappella dedicata alla visitazione della Madre di Dio e a San Michele arcangelo. [Santa Maria]* uscì verso terre montuose con diletto, umiltà e gioia. [San Michele] fulmina i ribelli con gloria, amore ardente e senso di giustizia. I cassieri di Livorno [posero] nell'anno 1703. * I soggetti sottintesi dei due periodi, strutturati nell'epigrafe in modo da presentare una certa simmetria di impaginazione, riferiscono a chi viene dedicata la cappella. Nel primo caso alla Vergine, con un richiamo esplicito al passo di Luca 1:39 che nella traduzione di san Gerolamo recita: "Exsurgens autem Maria in diebus illis, abiit in montana cum festinazione, in civitatem Juda". La città in cui si recò è Hebron, dove viveva la cugina Elisabetta, attualmente a 1025 metri s.l.m., "in montana" rispetto a Nazareth, coi suoi 347 metri di altitudine. Chi "fulminat" è naturalmente l'arcangelo Michele, che in Apocalisse 12:7-17 combatte e vince il "dragone" Satana coi suoi demoni e li caccia dal cielo sulla terra, seguendo in tal modo la metaforica traiettoria di un fulmine. Traduzione a cura del prof. Giorgio Mandalis. |
| Localizzazioni | Livorno, Via Roma, n. 340, ang.lo Viale N, Sauro |
| Note di compilazione | Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie. |
| Note sull'orgine | Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica. |
| Notizie storico-critiche | E’ la seconda delle quindici cappelline che la Santa Lega aveva in animo di costruire tra Livorno e Montenero: fu edificata a spese dei pubblici cassieri livornesi che la dedicarono alla Visitazione di Maria e all’Arcangelo Michele, simbolo della giustizia divina e loro protettore. E’a pianta ottagonale, sormontata da una cupoletta a squame che termina con la lanterna; precede la cappella un piccolo portico sormontato da un frontone sul quale è posta la piccola statua di San Michele. All’interno del timpano si trova un elegante cartiglio con l’iscrizione in latino. I cassieri delle Stanze Civiche gestivano il cambio di valuta delle varie monete degli Stati italiani. Avevano inoltre l’incarico di effettuare pagamenti, riscossioni e transazioni nello scambio di mercanzie. Un grande dipinto raffigurante san Michele Arcangelo si trovava nella loro sede di lavoro. Le Stanze Civiche, nate originariamente a Livorno, servirono come modello per molte altre città. Cfr. anche: Antonio Brugnoli, Graziella Cecchi Toncelli, Elio Montecucco, Edicole votive sul territorio livornese: un patrimonio da riscoprire, Livorno, Comune di Livorno, 1997, p. 83. |