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Sistema documentario territoriale Livornese.

Lapide commemorativa : repubblica italiana

A ricordo la cittadinanza pose 1955

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A ricordo la cittadinanza pose
Oggetto
Descrizione *Lapide commemorativa : repubblica italiana
Anno pubblicazione 1955
Note tecniche Intonaco, bronzo.
Stato di conservazione Discreto, patina del tempo.
Note sulla datazione Sec. 20 (1955)
Indicazioni sull'oggetto Iscrizione applicata in rilievo con lettere in bronzo su intonaco con cornice lineare e modanata.
Iscrizioni Lettere capitali applicate in rilievo in bronzo: NEL REFERENDUM DEL 2 GIUGNO 1946 / I CITTADINI LIVORNESI / CON VOTI 51.324 / CONTRO 12.432 / VOLLERO / CHE L’ITALIA /
FOSSE / REPUBBLICA / PER UNANIME DECISIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE / QUESTO RICORDO VENNE POSTO / IL 2 GIUGNO 1955
Localizzazioni Livorno, Piazza del Municipio, n. 1 (Comune, interno)
Note di compilazione Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie.
Note sull'orgine Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica.
Notizie storico-critiche Repubblica Italiana
Il 10 maggio 1946 il principe Umberto annunciò l'avvenuta abdicazione del padre e la sua assunzione del titolo di re d'Italia. Il pomeriggio dello stesso giorno, il governo protestò vibratamente perché l'ammiraglio De Courten, per trasportare Vittorio Emanuele verso l'esilio, aveva utilizzato una nave destinata al rimpatrio degli ex-prigionieri di guerra italiani. Il governo modificò la formula istituzionale con la quale il nuovo re avrebbe siglato i suoi atti: da "Umberto II, per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d'Italia" a "Umberto II, Re d'Italia".
Il 2 e 3 giugno 1946, si tennero le votazioni per il referendum istituzionale e l'assemblea costituente. Il 4 giugno fonti vicine ai Carabinieri anticiparono a papa Pio XII la vittoria della monarchia. Tuttavia, in serata il Ministero dell'Interno comunicò, ufficiosamente, che la Repubblica aveva vinto. I monarchici sollevarono una serie di ricorsi presso la Corte di Cassazione
Il 10 giugno la Corte di Cassazione lesse i risultati provvisori riservandosi di rendere pubblici i risultati definitivi, come previsto dalla legge.
Il 12 giugno, in base al primo pronunciamento della Corte, che ufficializzava i voti (provvisori) ma non l'esito, causa i ricorsi pendenti, il governo decise di trasferire i poteri al primo ministro Alcide de Gasperi, che assunse le funzioni di capo provvisorio dello Stato.
Il giorno 13, Umberto di Savoia, dopo aver rivolto un proclama agli italiani in cui contestava i risultati del referendum, ma soprattutto il comportamento rivoluzionario dei suoi ministri, partì in aereo per Lisbona.