Un canto ininterrotto dalle profondità, una melodia oracolare che attraversa il tempo, gli elementi e gli archetipi più oscuri. Dalle antiche sirene dei naufragi alle sirene contemporanee – donne dimezzate in un mondo di uomini – che perdono la propria voce, una volta capace di ammaliare e condannare.
[...]
Le sirene sono uccello, pesce, marea, corrente, tempesta, forza animale perfetta che trova la propria colpa nel perdere l’innocenza, pur con il privilegio di saper guardare e abitare i fantasmi e le ombre, il buio degli abissi. Ivonne Mussoni intreccia versi limpidi come acqua e burrascosi come oceani, ripercorre il mito della sirena rinnovandolo, per ricordare, ancora una volta, che “non si esce sempre indenni dal passato”.