L'autore traccia un itinerario attraverso l'analisi di cinque autori, sicuramente diversi tra di loro, ma che hanno nei "luoghi" l'elemento centrale della loro poetica.
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Dalle Langhe pavesiane, dal misto di terra e sangue che ha fatto dell'autore piemontese un personaggio mitico che va al di là dello stesso valore dell'opera, all'Appennino di Volponi dove la transitoria vicenda della volpe e della biscia si incontra con la coralità del mondo contadino. E inoltre, la Romagna di Guerra sempre più inaccessibile e percorsa da una spiritualità "russa", le campagne parmigiane nebbiose e popolate di fantasmi di Bevilacqua, mentre Umberto Piersanti si collega alla grande tradizione classica rinnovandola con un senso della natura totale e assoluto.