Il volume comprende gli scrìtti politico-culturali, di filosofìa della politica e di filosofia morale teoretici non ncompresi in altri libri approntati dall'autore stesso per la pubblicazione.
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La Sezione Prima, introdotta da un lucido articolo giovanile sul modo di intendere l'esistenzialismo, raccoglie scritti pubblicati, alcuni anche in forma anonima e clandestina, e inediti ad essi coevi già pronti per la stampa o diffusi in altra forma, risalenti al periodo che va dal 1941 al 1948, nel quale il giovane filosofo intervenne nel dibattito politico-culturale dell'epoca, quale responsabile del Partito d'Azione, di Giustizia e Libertà e del Comitato di Liberazione Nazionale. Alla Parte Prima di questa sezione, composta di due articoli usciti su riviste giovanili fasciste, segue la Parte Seconda, che principalmente raccoglie gli articoli pubblicati anonimamente sul giornale clandestino del Partito d'Azione «L'Italia libera», relativamente alla riforma della scuola. La Parte Terza è costituita dal volume del 1945 Aspetti attuali del problema della scuola, ideato da Pareyson quale responsabile del C.L.N.-scuola del Piemonte: un progetto di riforma generale del sistema educativo ancora oggi attuale. La Parte Quarta riunisce le lezioni tenute nel giugno 1945 alla scuola quadri del Partito d'Azione di Torino e le introduzioni alle traduzioni degli scritti di Locke e di Fìchte sul diritto di resistenza e di libertà di pensiero.La Sezione Seconda e Terza sono costituite dalle dispense di due corsi universitari in Pedagogia e in Filosofìa morale tenuti all'Università di Torino (a.a. 1958/59 e 1968/69). Il primo, su Il concetto di abitudine, fa seguire alla concezione proposta da Pareyson capitoli di approfondimento del tema in Aristotele, Montaigne, Pascal e Hume. Il secondo, su L'iniziativa morale, è l'unico corso universitario teorico in filosofìa morale pubblicato dall'autore: la sua importanza per la comprensione dell'evoluzione e della continuità del pensiero pareysoniano si evince, per un verso, dal riallacciarsi sia al corso di dieci anni prima sul concetto di abitudine, sia agli scritti degli anni Quaranta raccolti in Esistenza e persona nel 1950, e, per altro verso, dall'esser indicato come introduzione ad un'ontologia della libertà, elaborara da Pareyson nell'ultima fase del suo pensiero.