"Ecco che comincio finalmente ad orientarmi per mio conto nel giro delle "formule" panikkariane. Adesso penso di intuire in quale punto esse vadano a convergere, a che genere di operazione diano luogo.
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Mi pare proprio di "vederlo", Panikkar, mentre piomba alle spalle dell'ora che passa con la rapidità del falco pellegrino; rovesciarla con maestria, estraendola sicuro dalla successione temporale in cui sta chiusa, come un abile borseggiatore metropolitano; saggiarne piano l'intensità, come un perfetto sommelier; e quindi liberarne la risonanza. Credo che questa breve sequenza potrebbe costituire il primo gruppetto di "posizioni" di uno "yoga" tutto da inventare - uno yoga del nostro tempo, sia chiaro - sulla scia di quello tradizionale, con i suoi "asana" classici, dell'albero rovesciato, della mezzaluna o della tartaruga."