Un giovane neolaureato in lettere, in cerca di una personale realizzazione, dalla provincia livornese si trasferisce a Madrid. Eppure, se dopo le iniziali difficoltà riesce a costruirsi un presente, trovando amore e lavoro, Salvatore si accorge che abbandonare per sempre il proprio paese, la propria terra, non è poi così semplice.
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La prolungata lontananza lo fa precipitare in periodi di ineluttabile depressione. Inducendolo a frequenti viaggi tra Italia e Spagna. La Meseta, il brullo ed arido altopiano spagnolo ch'egli percorre in auto innumerevoli volte da est ad ovest e viceversa, simboleggia il vuoto tra questi due mondi, una sorta di non luogo in cui il protagonista, incapace di scegliere, finisce per ritrovarsi. La fuga, l'amore, il precariato, la bellezza di un tramonto marino, il luccicante frastuono dei locali cittadini e, sopra ogni cosa, la nostalgia delle proprie radici, raccontati attraverso gli occhi di un ragazzo che, come a molti attualmente capita, di fronte all'incombenza di un futuro incerto, tenta di trovare altrove il senso della propria esistenza.