Le tesi rabdomantiche di Pierre Thouvenel alla fine del Settecento furono il terreno di scontro di numerosi intellettuali italiani, per i quali la facoltà di riconoscere acque e metalli sotterranei non apparteneva al campo dell'occulto, ma a quello dei fatti naturali, in quanto assimilata allo spasmo della fibra muscolare percorsa dal fluido elettrico.
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La scienza dei Lumi portò alla ribalta questo dibattito, trascurato finora dalla storiografia, il quale si svolse parallelamente a quello sull'elettricità metallica ed animale.