Raccontare la vita, con le sue banalità, i suoi drammi, le tragedie, le gioie, le delusioni e i tradimenti, esperienze in cui, più o meno, chiunque di noi può ritrovarsi: un?impresa per molti folle, scomoda, forse persino inutile, ma che nelle mani di Karl Ove Knausgard acquista un senso e un fascino particolari.
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Varcata la soglia dei quarant? anni, infatti, l?autore norvegese impugna la penna e realizza un?opera imponente, affrontando con franchezza disarmante i nodi principali della propria vita, di uomo e di artista. Un percorso che, quasi naturalmente, prende avvio dall?infanzia, da quel rapporto sofferto con la figura del padre, così distante, così insondabile, che diventa l?oggetto principale della riflessione di questo primo volume.