Scritto nel 1970, "La fortezza" è un potente affresco della città di Sarajevo nel diciottesimo secolo al tempo delle guerre turco-russe, quando ormai l'impero ottomano iniziava la sua decadenza. Il giovane mussulmano Ahmet Sabo, dopo otto anni di guerra combattuta sul Dnestr, torna nella sua Sarajevo con la morte nel cuore.
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Il ritorno a casa rappresenta un controcampo della guerra: la famiglia di Ahmet è stata sterminata, altra gente è stata uccisa dalla peste e dalle malattie. La città inoltre è preda, dall'esterno, della violenza dei briganti, mentre all'interno è dominata da uomini crudeli, arricchiti di ogni specie, potenti commercianti che hanno approfittato della guerra, detentori del potere che hanno in mano i destini della gente. Un lugubre edificio è testimone del dominio e della corruzione, la fortezza appunto, luogo da incubo in cui questi notabili si riuniscono e decidono della vita e della morte di chi si oppone loro.