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| A ricordo la cittadinanza pose | |
| Oggetto | |
| Descrizione | *Lapide commemorativa : chiesa di San Jacopo in Acquaviva |
| Anno pubblicazione | 1606 |
| Note tecniche | Marmo bianco, inciso. |
| Stato di conservazione | Discreto, leggermente consunto. |
| Note sulla datazione | Sec. 17 (anno relativo, 1606) |
| Indicazioni sull'oggetto | Lapide di forma quadrata con cornice lineare, con lettere incise. Nella parte superiore è inciso lo stemma dei Medici. |
| Iscrizioni | Lettere capitali incise: ECCLESIA PAROCHIALIS / S. IACOBI MAIORIS / DE AQUAVIVA Traduzione: Chiesa parrocchiale di S. Giacomo Maggiore di Acquaviva. |
| Localizzazioni | Livorno, Piazza S. Jacopo in Acquaviva (Chiesa), n. 12 |
| Note di compilazione | Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie. |
| Note sull'orgine | Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica. |
| Notizie storico-critiche | Tradizione vuole che nel luogo dove oggi sorge la chiesa i primi cristiani trovassero riparo dalle persecuzioni romane, rifugiandosi sui vicini scogli e circondati da una folta vegetazione. Al IV secolo d.C. risalirebbe un oratorio dedicato all’apostolo Giacomo Maggiore che si credeva fosse approdato, prima di proseguire per la Spagna, proprio in questo luogo. Di questa primitiva chiesa si trova traccia in una bolla del 1187 emanata dal papa Gregorio VIII in cui venivano concessi agli eremiti di San Jacopo privilegi ed indulgenze. Più tardi, nel 1228, un certo Alberto Barucci, per testamento, lasciò alcuni possedimenti da dividersi in parti uguali tra i due romitori di Santa Maria a Parrana e San Jacopo. Nel 1282 gli eremiti ricevettero l’incarico dai pisani di occuparsi del fanale della Meloria e della custodia dell’ospedale di San Leonardo, vicino Stagno. Nel 1572 Cosimo I concesse il romitorio a uso dei Greci Uniti; quando questi si trasferirono nella loro nuova chiesa, fatta erigere da Ferdinando I in via della Madonna, il romitorio fu trasformato in parrocchia nel 1606. La chiesa fu poi ricostruita nel 1760 su disegno di Innocenzo Fazzi, a forma di croce latina, mantenendo l’antica cripta. Altre modifiche vennero fatte nel 1887, con l’ampliamento della crociera, e la rinuncia alle cappelle. Nel 1891 venne ricostruita la facciata e nel 1897 il campanile. Ai primi del Novecento fu allungata la parte posteriore e vennero aggiunte due nuove cappelle, riprendendo così la forma a croce latina. |