Biblioteche, Comune Livorno, Livorno, catalogo, Sebina, biblioteche, catalogo biblioteca, ebook, digitale, prestito, libri, cd, dvd, prestito, consultazione, leggere, opac, sebinayou, museo fattori, fattori, museo, spazio virtuale, mostre, mostre virtuali.

Sistema documentario territoriale Livornese.

Lapide commemorativa : lavoratori del cantiere navale

A ricordo la cittadinanza pose 1999

  • Scheda
  • Oggetti digitali
  • Commenti
A ricordo la cittadinanza pose
Oggetto
Descrizione *Lapide commemorativa : lavoratori del cantiere navale
Anno pubblicazione 1999
Note tecniche Marmo bianco, inciso, colorato.
Stato di conservazione Buono
Note sulla datazione Sec. 20 (1999)
Indicazioni sull'oggetto Lapide di forma rettangolare con cornice lineare, lettere incise dipinte. La lastra, fissata a parete, è sostenuta da quattro borchie in marmo.
Iscrizioni Lettere incise e dipinte: IN QUESTO OPIFICIO, CONTINUATORE DI UNA NOBILE TRADIZIONE / DI PERIZIA MARINARA E CENTRO DI VITA DEMOCRATICA / SI SONO FORGIATE NAVI CHE SOLCARONO MARI / E COSCIENZE GENEROSE DI UOMINI, CHE HANNO FRONTEGGIATO / INSIDIE E VIOLENZE DI TIRANNI E PERSECUZIONI DI TRIBUNALI. / IN RICORDO DI GENEROSI COMBATTENTI DELLA LIBERTA’ / E DI COLORO CHE AFFRONTARONO A VISO APERTO / LE ASPREZZE DEL CARCERE FASCISTA, / I LAVORATORI DEL CANTIERE NAVALE FRATELLI ORLANDO, / ORA RIUNITI IN SOLIDALE COOPERATIVA, / E LA FEDERAZIONE LIVORNESE DELL’ANPPIA /
VOLLERO FOSSE POSTA QUESTA LAPIDE. / LIVORNO, 23 APRILE 1999
Localizzazioni Livorno, Piazza L. Orlando n. 47 (ex Cantiere, interno)
Note di compilazione Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie.
Note sull'orgine Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica.
Notizie storico-critiche Tra le prime navi allestite nel cantiere Orlando occorre ricordare la possente Lepanto, gemella dell’Italia, varata nel 1883. A questa fece seguito un’ulteriore serie di commesse provenienti anche dall’Argentina e dal Portogallo. Parallelamente, con la costruzione del più grande Scalo Morosini, il cantiere fu in grado di far fronte anche alle lavorazioni più impegnative. L’importanza del cantiere crebbe notevolmente, tanto che nel 1886 gli operai ivi impiegati erano ben 1140, ma numerosi erano anche gli addetti in industrie legate alla cantieristica, come la Metallurgica Italiana. Con la costituzione dell’IRI nel 1933, il cantiere perse la propria autonomia. Nel dopoguerra furono avviati i lavori di ricostruzione, che procedettero tra molte difficoltà, legate soprattutto all’opposizione della direzione generale alla riapertura del cantiere labronico. Tuttavia, grazie al contributo di tutti i lavoratori e dell’intera città, l’IRI stanziò un finanziamento per la ricostruzione dello Scalo Morosini. Nel 1966, con il riordino della cantieristica, gli stabilimenti livornesi entrarono a far parte dell’Italcantieri, assumendo la denominazione “Cantiere Navale Luigi Orlando S.p.A.” e allo stesso tempo venne finanziata la realizzazione di un grande bacino di carenaggio. Negli anni Novanta si manifestò un’ulteriore flessione dell’attività cantieristica e furono gli stessi lavoratori che, dopo essersi costituiti in società cooperativa a responsabilità limitata (scrl), con la denominazione, nel 1996, di “Cantiere Navale Fratelli Orlando S.c.r.l.”, avviarono una autogestione del cantiere. Il varo dei grandi traghetti Mega Express e Mega Express Two coincise con l’ultimo atto dello storico cantiere Orlando che. nel 2003, a seguito di una crisi finanziaria della precedente gestione, divenne proprietà della società Azimut-Benetti.