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Sistema documentario territoriale Livornese.

Lapide commemorativa : Chiesa di San Sebastiano

A ricordo la cittadinanza pose 1880

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A ricordo la cittadinanza pose
Oggetto
Descrizione *Lapide commemorativa : Chiesa di San Sebastiano
Anno pubblicazione 1880
Note tecniche Marmo bianco, inciso, piombato.
Stato di conservazione Discreto, patina del tempo.
Note sulla datazione Sec. 19 (1880)
Indicazioni sull'oggetto Lapide di forma rettangolare con cornice lineare e modanata, lettere incise e piombate.
Iscrizioni Incisa, in lettere capitali, piombate: AEDES . DEPVLSA . PESTILITATE / SEBASTIANO . MART . SANCTO . OPIFERO / DEDICATA . AN . M.DC.XXXIII / VETVSTATE . ET . MOTV . TERRAE . DILAPSA / INSTAVRATA . EST AN.M.DCCCLXX.X

Traduzione:
Cacciata la pestilenza, la chiesa dedicata nell'anno 1633 al soccorritore San Sebastiano martire, crollata per la vetustà e il terremoto, fu ripristinata nell'anno 1880.

Traduzione a cura del prof. Giorgio Mandalis.

Localizzazioni Livorno, Piazza Ilio Barontini (Chiesa)
Note di compilazione Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie.
Note sull'orgine Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica.
Notizie storico-critiche Durante la pestilenza del 1479 che colpì duramente anche Livorno, la comunità aveva fatto voto di consacrare una chiesa a San Sebastiano. Nel 1630, dopo una nuova epidemia di peste, il granduca concesse l'edificazione della chiesa, che affidò ai padri barnabiti. Sopra la lapide riprodotta è infatti scolpito lo stemma dell’Ordine dei Barnabiti regolari di San Paolo. Gli stessi padri, a partire dal 1650, sempre su invito di Ferdinando II, gestirono le scuole pubbliche, incarico che tennero per più di duecento anni.
Nella chiesa, oggi restaurata, è da osservare un bassorilievo di Giovanni Dupré che raffigura l’Annunciazione, unica opera di valore rimasta dopo la distruzione in parte dovuta ai bombardamenti e in parte ai furti subiti nel 1943-1944. Una scultura in legno dipinto di San Sebastiano, alta circa 150 cm e datata intorno ai primi del Seicento, si trova nella sacrestia della chiesa.