Dettaglio del documento
- Scheda
- Oggetti digitali
- Commenti
| A ricordo la cittadinanza pose | |
| Oggetto | |
| Descrizione | *Lapide commemorativa : Portus Pisanus |
| Anno pubblicazione | 1290 |
| Note tecniche | Marmo inciso. |
| Stato di conservazione | Mediocre, patina del tempo, sporco, iscrizione non molto leggibile. |
| Note sulla datazione | Sec. 13 (anno relativo, 1290) |
| Indicazioni sull'oggetto | Iscrizione incisa all'interno di un bassorilievo con cornice lineare, raffigurante una fortezza con le torri. |
| Iscrizioni | Lettere capitali e in corsivo stampato incise: MCCLXXXX ME[N]SE SEPT[EM]B[RIS] D[OMI]N[U]S CU[N]R[ADUS] AUR[IE] CAP[I]T[ANEUS] CO[MMUN]I[S] ET P[O]P[U]LI IAN[UENSIS] DESTRUSIT PORTU[M] PISANU[M] NIC[OLAUS] D[E] G[UIEL]MO FECIT FIERI HOC Traduzione: Nel mese di settembre del 1290 il Signore Corrado Doria, capitano della Comunità e del Popolo di Genova, distrusse Porto Pisano. Nicola di Guglielmo [scolpì ?] Traduzione a cura del prof. Giorgio Mandalis. |
| Localizzazioni | Livorno, Piazza del Municipio, n. 1 (Comune, interno) |
| Note di compilazione | Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie. |
| Note sull'orgine | Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica. |
| Notizie storico-critiche | Il bassorilievo, copia di quello che si trova a Genova, presso il Museo di Sant'Agostino, datato 1290, raffigura la situazione del Porto Pisano subito prima della distruzione del 1290. La più antica descrizione dell'area portuale pisana e del Sinus pisanus ci è stata lasciata da Rutilio Namaziano, aristocratico di Tolosa, nella Gallia Narbonense, che aveva per corso una brillante carriera a Roma, culminata nel 414 con la carica di “praefectus urbi”. Sul bassorilievo sono chiaramente riconoscibili, partendo da destra, il Palazzo o Magna Domus Marinariorum, le due torri gemelle, dette Turres de Magnali, con l’imboccatura del porto tra di loro, chiuse da catena, il Pons Portus Pisani, che era una lunga palizzata con sopra una via carrareccia che andava dalla Magna Domus alla prima delle due Turres de Magnali. La palizzata proseguiva dalla seconda Turris de Magnali verso la terza torre, che i pisani chiamarono Turris Formicis: la seconda entrata del porto era situata tra questa torre e la palizzata ed era anch’essa chiusa da una catena. Era questa la torre più grande e più forte, quella che i genovesi chiamarono Turris de Ponente e che fu la prima che essi abbatterono nel 1290. Staccata da questo complesso, quasi sullo sfondo, più piccola e di struttura diversa, isolata da tutto il resto, stava la quarta torre, che non poteva essere altro che la Torre della Frasca, dato che non si trovano rammentate altre torri fino al 1290. Era formata da due cilindri sovrapposti, di dimensioni diverse, e fu irrimediabilmente abbattuta poco dopo l’8 settembre 1290 e mai più ricostruita, data la sua scarsa utilità dovuta alla lontananza dall’entrata del nuovo Portus Pisanus |