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| A ricordo la cittadinanza pose | |
| Oggetto | |
| Descrizione | *Lapide commemorativa : sorgenti Morra e Camorra |
| Anno pubblicazione | 1842 |
| Note tecniche | Pietra incisa. |
| Stato di conservazione | Cattivo, molto sporco, iscrizione consumata e poco leggibile. |
| Note sulla datazione | Sec. 19 (anno relativo, 1842) |
| Indicazioni sull'oggetto | Lapide di forma rettangolare con cornice lineare, lettere incise. |
| Iscrizioni | Incisa, in lettere capitali: VNDAS LABRO TIBI FVNDENS EGO MORRA SALVBRES / QVAQVE DIE LAETOR CONSVLVISSE TIBI ET CAMORRA MEAS PVRO DE FONTE [MINISTRANS] / DVLCE HABVI TVSCI PRINCIPIS [IMPERIVM] Traduzione: Io, Morra, riversandoti, o Labrone, le mie acque salubri, ogni giorno mi rallegro di aver provveduto a te. Anch'io, Camorra, somministrando le mie [acque] dalla pura sorgente, ho ritenuto dolce il dominio del principe toscano. Traduzione a cura del prof. Giorgio Mandalis. |
| Localizzazioni | Livorno, Piazza del Cisternone 16-18 (Cisternone). |
| Note di compilazione | Amaranta Servizi, Elisa Andreani - 2022. Per gentile concessione di Mario Gavazzi autore dei testi e delle fotografie. |
| Note sull'orgine | Ambito livornese, ricavato da analisi stilistica. |
| Notizie storico-critiche | Le due scritte incise nella pietra serena della facciata della "Gran Cisterna", l'invaso finale dell'acquedotto leopoldino entrato pienamente in funzione nel 1842, indicano le statue a esse relative, rappresentanti la sorgente Morra e la sorgente Camorra, collocate, secondo il progetto di Pasquale Poccianti, sulla balaustra sovrastante le iscrizioni. Incisioni coeve e la Guida storica del Piombanti testimonierebbero l'esistenza delle statue, seppure in gesso: "Le due statue vi furon poste provvisoriamente di gesso, poi guaste e sciupate dal tempo, le levarono e quelle di marmo non le fecero più" (G. Piombanti, Guida storica e artistica della città e dei contorni di Livorno, Livorno, Fabbreschi, 1903, p. 321). |