Tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo assistiamo, nel Nord dell'Europa, alla nascita di un nuovo stile pittorico, che individuiamo, in primo luogo, nella produzione artistica dei fratelli Van Eyck e del Maestro di Flémalle.
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Uno stile fondato sull'utilizzo della tecnica a olio, messa a punto da Jan Van Eyck e perfezionata nei famosi quadri "II ritratto dei coniugi Amolfini" e "Madonna del cancelliere Rolin". A partire da questo periodo emblematico per la storia dell'arte, il volume - che amplia ed elabora una serie di conferenze tenute dall'autore nel 1972 a Vienna - si presenta come una vera e propria ricerca sulla pittura dei fratelli Van Eyck (ampio spazio è dedicato al loro celebre "Polittico dell'agnello mistico di Gand", del 1432), sui loro contemporanei e sul clima intellettuale e artistico dell'epoca. Pächt stimola il lettore a una visione rigorosa, che tenga sempre conto dell'individualità dell'opera d'arte. In tale senso, questo suo libro va considerato come la summa del suo pensiero e una vera e propria scuola per educare il senso della vista.