In un articolo del 1926 Virginia Woolf, forse annoiata dal convenzionalismo della maggior parte delle trame cinematografiche, in particolare di quelle tratte da famose opere letterarie, preferisce concentrarsi sulle azioni apparentemente insignificanti svolte "sullo sfondo" da personaggi secondari nelle quali tuttavia si manifesta, a suo parere, una potenziale complessit`.
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Cosl, nelle poche note di un unico scritto sul cinema, la Woolf esprime intuizioni che sembrano offrire sponde indirette al lavoro di Germaine Dulac, Liontine Sagan, Maya Deren, Marguerite Duras, Chantal Akerman ed altre esponenti di una linea di sperimentazione che h soprattutto al femminile. Ma non esclusivamente. Ecco la ragione dell'accostamento, che pur apparire sorprendente, tra Virginia Woolf e Abbas Kiarostami. Siamo ormai abituati ad immagini che assalgono, prorompono dallo schermo, clamorose, spettacolari, violente, sparate ad un ritmo che le lascia a malapena percepire perche quello che conta h l'impatto sensoriale prodotto dalla loro successione. Questo libro intende valorizzarne altre, concepite nel segno della discrezione, governate non dalla velocit` e dalla frenesia ma da una capacit` d'ascolto dei sentimenti, in sintonia con i ritmi Ulteriori e con le scansioni segrete del tempo.
Ilaria Gatti, architetto, dopo aver operato per anni nel campo dell'edilizia residenziale pubblica, si occupa attualmente di politiche di riqualificazione delle periferie urbane per il Comune di Roma. Ha pubblicato articoli e progetti su riviste di architettura ma, da una decina d'anni, i suoi interessi si sono rivolti anche al cinema: h fra i collaboratori della rivista +Filmcritica;. Per i nostri tipi, ha scritto Jane Campion (1998, menzione speciale al premio "Umberto Barbaro") ed h tra gli autori di Stanley Donen. Resistere all'evidenza, a cura di Edoardo Bruno (Il Castoro, 1999).
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