Le complesse vicende storiche, la posizione geografica, l'imponente sviluppo industriale e la fiorente produzione agricola sono aspetti che hanno influito profondamente sul profilo gastronomico della Lombardia. L'elemento forse più evidente è rappresentato dalla forte differenziazione nelle abitudini alimentari e gastronomiche che contrassegna i diversi capoluoghi.
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Milano, forse la metropoli italiana più cosmopolita, pur vantando una solida tradizione culinaria (il risotto alla milanese, la 'cassoeùla' e la cotoletta alla milanese rappresentano probabilmente i piatti più noti) ha ceduto il passo a una cucina di tipo internazionale, su cui si stanno rapidamente innestando influenze extraeuropee in virtù della crescente presenza di nuove comunità di immigrati. Bergamo e Brescia risentono delle influenze venete, mentre nella cucina di Cremona e Mantova non mancano gli influssi della vicina Emilia-Romagna. Nell'area dei laghi e della Valtellina si conservano antiche ricette, in gran parte legate all'ambito alpino e prealpino. La cucina lombarda vede prevalere le tecniche di lunga cottura, come la lessatura e la stufatura delle carni, e, accanto a splendidi risotti, una preferenza per i primi al cucchiaio. Sul piano enologico, la Lombardia non offre un repertorio paragonabile a quello del Piemonte o del Veneto, anche se non mancano produzioni di pregio, come quelle della Valtellina, dell'Oltrepò Pavese e dell'area del Garda